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Bollo auto in comodato d'uso 2026: chi paga

Data: 11 settembre 2026
Tempo di lettura: 8 min
Chiavi dell'auto su un contratto di comodato d'uso accanto a banconote in euro e alla ricevuta del bollo auto
Scritto e verificato dalla Redazione di Autoatto, specializzata in pratiche auto e Codice della Strada. Contenuti basati esclusivamente su fonti ufficiali (Normattiva, ACI, MIT).
Pubblicato il 11 settembre 2026 · Aggiornato il .

In sintesi: chi paga il bollo dell'auto in comodato

Nel comodato d'uso il bollo lo paga sempre il proprietario, cioè chi è intestatario del veicolo al Pubblico Registro Automobilistico (PRA): la tassa è dovuta da chi risulta proprietario alla scadenza (art. 5, D.L. 953/1982), a prescindere da chi usa materialmente l'auto. Il comodatario non è mai il soggetto obbligato verso la Regione. È l'opposto di leasing e noleggio, dove la legge ha spostato il pagamento sull'utilizzatore.

  • Chi paga: l'intestatario al PRA (il comodante), sempre.
  • Base normativa: art. 5, D.L. 953/1982 (tassa di possesso).
  • Comodatario: non è soggetto passivo del bollo.
  • Accordi privati: ammessi, ma valgono solo tra le parti.
  • Leasing/noleggio: lì paga l'utilizzatore, non il comodato.
  • Regione e tariffa: quelle di residenza del proprietario.

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Il bollo segue la proprietà, non chi guida

Il bollo auto è una tassa di possesso: si paga per il solo fatto di essere proprietari del veicolo, a prescindere dall'uso e dai chilometri percorsi. L'obbligo è legato all'iscrizione nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA), gestito dall'Automobile Club d'Italia (ACI). Per la formula di calcolo (kW × tariffa regionale) e le scadenze parti dalla guida completa al calcolo del bollo auto 2026. Qui rispondiamo a una domanda diversa: quando l'auto è prestata con un comodato d'uso, chi paga la tassa?

Chi paga il bollo in comodato d'uso

Nel comodato d'uso il bollo lo paga il proprietario, cioè l'intestatario del veicolo al PRA. La legge individua come soggetto obbligato chi, alla scadenza, risulta proprietario, usufruttuario, acquirente con patto di riservato dominio o utilizzatore in leasing iscritto al PRA (art. 5, co. 32, D.L. 953/1982). Il comodatario non compare in questo elenco e non è mai il debitore verso la Regione.

Il motivo è nella natura del contratto: il comodato è per definizione essenzialmente gratuito (art. 1803 del Codice Civile), cioè il comodatario riceve l'auto in prestito senza pagare un corrispettivo. Questo prestito non trasferisce la proprietà e non tocca l'intestazione al PRA: chi era proprietario resta proprietario e, con essa, resta il soggetto passivo del bollo. Se la tassa non viene pagata, la Regione notifica l'accertamento e l'eventuale cartella all'intestatario, non a chi guidava l'auto.

Comodato, leasing e noleggio: dove cambia chi paga

La differenza pratica è netta: nel comodato paga sempre il proprietario, mentre nel leasing e nel noleggio a lungo termine la legge ha spostato il pagamento del bollo sull'utilizzatore. È l'errore più comune, perché in tutti e tre i casi guida l'auto una persona diversa dall'intestatario. Il legislatore ha spostato il soggetto passivo sull'utilizzatore dal 1° gennaio 2016 per il leasing (art. 7, L. 99/2009) e dal 1° gennaio 2020 per il noleggio a lungo termine (art. 1, co. 38, L. 157/2019); per il comodato non esiste una norma analoga, quindi vale la regola generale del possesso.

Chi è il soggetto passivo del bollo per tipo di contratto (2026)
ContrattoChi guida l'autoChi paga il bolloBase normativa
Comodato d'uso gratuitoIl comodatarioIl proprietario/intestatario al PRAart. 5, D.L. 953/1982; art. 1803 c.c.
Leasing finanziarioL'utilizzatoreL'utilizzatore (dal 1/1/2016)art. 7, L. 99/2009
Noleggio a lungo termineL'utilizzatoreL'utilizzatore (dal 1/1/2020)art. 1, co. 38, L. 157/2019
Auto intestata a impresa (uso proprio)Il dipendente/socioL'impresa proprietariaart. 5, D.L. 953/1982

Se l'auto è in leasing o a noleggio, le regole cambiano completamente: le trovi nella guida dedicata al bollo auto in leasing e noleggio a lungo termine, dove spieghiamo anche come gestire il doppio addebito.

L'accordo privato per il rimborso del bollo

Proprietario e comodatario possono accordarsi perché sia l'utilizzatore a farsi carico del costo del bollo, ma questo accordo vale solo tra le parti e non cambia il debitore verso il fisco. La libertà contrattuale permette di inserire nel comodato una clausola con cui il comodatario rimborsa al proprietario la tassa automobilistica, magari in proporzione ai mesi di utilizzo.

Attenzione all'effetto giuridico: la clausola produce effetti esclusivamente inter partes. Verso la Regione l'unico debitore resta l'intestatario al PRA. In concreto, se il comodatario si era impegnato a pagare ma non lo fa, la Regione notifica l'omesso pagamento al proprietario, che potrà poi rivalersi sul comodatario solo sul piano civile. Per questo conviene mettere l'accordo per iscritto e conservare le ricevute.

Non sai a quanto ammonta il bollo dell'auto prestata?

Prima di stabilire chi rimborsa cosa, conviene sapere l'importo esatto. Verifica il bollo dovuto e la scadenza dalla targa e dalla regione di residenza del proprietario, senza SPID.

  • Bollo auto — importo e scadenza per targa e regione
  • Visura PRA — conferma chi è l'intestatario del veicolo

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Annotazione dell'utilizzatore sulla carta di circolazione

Quando il comodato supera i 30 giorni e l'utilizzatore non è un familiare convivente, scatta l'obbligo di annotare i suoi dati sulla carta di circolazione (art. 94, co. 4-bis, D.Lgs. 285/1992). È un adempimento della Motorizzazione Civile (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti — MIT) che non ha nulla a che vedere con il bollo: annotare l'utilizzatore non lo rende soggetto passivo della tassa, che resta al proprietario. Ecco come si esegue.

  1. Verificare se l'uso supera i 30 giorni e se il comodatario non è un familiare convivente: solo in questo caso l'annotazione è obbligatoria.
  2. Preparare il contratto di comodato e i documenti d'identità dell'intestatario e dell'utilizzatore.
  3. Presentare la richiesta di annotazione all'Unità Territoriale della Motorizzazione o a uno Sportello Telematico dell'Automobilista (STA) entro 30 giorni.
  4. Pagare i diritti previsti e ritirare la carta di circolazione aggiornata con i dati dell'utilizzatore.
⚠️ Non saltare l'annotazione Omettere la comunicazione quando è dovuta comporta una sanzione da 705 a 3.526 € e il ritiro della carta di circolazione (art. 94, co. 3, D.Lgs. 285/1992). L'obbligo riguarda gli utilizzi iniziati dal 3 novembre 2014 e non si applica ai familiari conviventi.

Casi particolari: parenti, azienda e altra regione

Nella pratica il comodato genera confusione, soprattutto sul rapporto tra annotazione, residenza e bollo. La regola resta una: paga sempre l'intestatario al PRA. La matrice seguente traduce gli scenari più frequenti in chi versa la tassa.

Chi paga il bollo dell'auto usata da un'altra persona: per scenario
ScenarioChi paga il bolloNota
Comodato tra privati (non conviventi)Il proprietarioAnnotazione obbligatoria oltre 30 giorni, ma non sposta il bollo
Comodato tra familiari conviventiIl proprietarioNessuna annotazione dovuta; bollo comunque all'intestatario
Auto aziendale data al dipendenteL'impresa proprietariaBollo tra i costi a carico dell'azienda intestataria
Comodatario residente in un'altra regioneIl proprietarioTariffa e Regione seguono la residenza del proprietario
Auto in leasing o noleggio lungo termineL'utilizzatoreNon è comodato: paga chi usa il veicolo per legge
💡 Il mito dell'annotazione che "sposta" il bollo Sui forum molti temono che, annotando l'utilizzatore sulla carta di circolazione, la tassa passi a chi guida: non è così. L'annotazione ex art. 94 CdS è solo un dato di circolazione e non modifica l'intestazione al PRA né il soggetto passivo del bollo. Anche se il comodatario vive in un'altra regione, la tariffa applicata e la Regione destinataria restano quelle di residenza del proprietario. Se l'auto è intestata a un'impresa e affidata a un dipendente, il bollo è dell'azienda: i dettagli sono nella guida al bollo dell'auto intestata a impresa.

Controlla importo e scadenza prima che diventi un problema

Che tu sia il proprietario che presta l'auto o chi la usa, il modo più sicuro per evitare accertamenti è sapere quanto è dovuto e quando scade. Bastano la targa e la regione di residenza dell'intestatario.

  • Bollo auto — importo e scadenza per targa e regione
  • Visura PRA — verifica chi risulta intestatario del veicolo

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Domande frequenti sul bollo in comodato d'uso

Chi paga il bollo auto in comodato d'uso?

Lo paga il proprietario, cioè chi è intestatario del veicolo al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Il bollo è una tassa di possesso dovuta da chi risulta proprietario alla scadenza (art. 5, D.L. 953/1982), a prescindere da chi usa l'auto: il comodatario non è mai il debitore verso la Regione.

Il comodatario può pagare il bollo al posto del proprietario?

Sì, ma solo come accordo privato: le parti possono pattuire che sia il comodatario a sostenere il costo, anche materialmente versando l'importo. Verso la Regione, però, il debitore ufficiale resta l'intestatario al PRA, quindi eventuali accertamenti arrivano a lui.

Perché nel leasing paga l'utilizzatore e nel comodato no?

Perché per leasing e noleggio la legge ha spostato il soggetto passivo sull'utilizzatore (art. 7, L. 99/2009 dal 2016; art. 1, co. 38, L. 157/2019 dal 2020). Per il comodato non esiste una norma analoga, quindi vale la regola generale: paga il proprietario. Il confronto completo è nella guida al bollo in leasing e noleggio.

Se annoto l'utilizzatore sulla carta di circolazione, il bollo passa a lui?

No, l'annotazione dell'utilizzatore sulla carta di circolazione (art. 94, co. 4-bis, D.Lgs. 285/1992) non trasferisce il bollo. È un dato di circolazione obbligatorio oltre i 30 giorni per i non conviventi, ma non modifica l'intestazione al PRA né il soggetto passivo della tassa, che resta il proprietario.

Il comodato d'uso auto va sempre registrato?

No, l'annotazione sulla carta di circolazione è obbligatoria solo se il veicolo è usato per più di 30 giorni da una persona diversa dall'intestatario e non convivente. Sono esentati i familiari conviventi. La mancata annotazione, quando dovuta, comporta una sanzione da 705 a 3.526 € (art. 94, co. 3, D.Lgs. 285/1992).

Chi paga il bollo dell'auto aziendale data in comodato al dipendente?

Lo paga l'impresa, che è la proprietaria intestataria del veicolo al PRA. Il bollo rientra tra i costi di gestione a carico dell'azienda, insieme ad assicurazione e manutenzione. Trovi il dettaglio fiscale nella guida al bollo dell'auto intestata a impresa.

Il comodatario vive in un'altra regione: cambia la tariffa del bollo?

No, la tariffa e la Regione destinataria del bollo seguono la residenza del proprietario intestatario, non quella del comodatario. La residenza di chi usa l'auto è irrilevante ai fini della tassa automobilistica, perché l'obbligo è legato al possesso e all'iscrizione al PRA.

Cosa succede se il bollo dell'auto in comodato non viene pagato?

L'accertamento e l'eventuale cartella vengono notificati al proprietario intestatario, non al comodatario, perché è lui il soggetto passivo. Il proprietario che avesse pattuito il rimborso con il comodatario potrà rivalersi solo sul piano civile, in base al contratto di comodato.

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Fonti ufficiali / Official sources: Normattiva — art. 5 D.L. 953/1982 (tassa automobilistica) | Normattiva — art. 94 Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) | Normattiva — art. 1803 Codice Civile (comodato) | ACI — Bollo auto | Portale dell'Automobilista (MIT) — Carta di circolazione

Articolo aggiornato a / Article updated: . Le tariffe e le procedure indicate fanno riferimento alla normativa vigente. Si consiglia di verificare eventuali aggiornamenti sul portale ufficiale.