Pubblicato il 23 maggio 2026 · Aggiornato il .
🔍 In sintesi: revisione auto storiche e d'epoca 2026
Possiedi un'auto storica o d'epoca e ti chiedi se devi fare la revisione? La risposta è sì — ma con regole e controlli diversi rispetto a un'auto normale. Ecco i punti chiave.
- Nessuna esenzione: la revisione periodica è obbligatoria per tutti i veicoli che circolano, compresi quelli storici (art. 80 D.Lgs. 285/1992).
- Cadenza biennale: i veicoli storici iscritti a registro (CRS) seguono la revisione ogni 2 anni, come le auto normali.
- Controlli adattati: il DM 17/12/2009 prevede verifiche calibrate sull'anno di costruzione — niente OBD, niente test catalizzatore per pre-Euro 0.
- Certificato ASI/CRS: documento che abilita le regole speciali; si ottiene tramite club federati ASI o registri di marca.
- Dove farla: Motorizzazione Civile oppure officine autorizzate ex art. 80 c.8 CdS; i pre-1960 possono utilizzare qualsiasi officina delegata (Circolare MIT 4862/2018).
- Bollo vs revisione: l'esenzione dal bollo non coincide con l'esenzione dalla revisione — sono due istituti completamente separati.
Auto storica o auto d'epoca? La distinzione che cambia tutto
Il primo errore che fanno molti proprietari è usare "auto storica" e "auto d'epoca" come sinonimi. In realtà, dal punto di vista normativo, sono due categorie distinte con conseguenze pratiche molto diverse.
Il Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992, art. 60) e il D.M. 17 dicembre 2009 definiscono il veicolo di interesse storico e collezionistico come un veicolo che:
- è iscritto in uno dei registri storici ufficiali riconosciuti (ASI, FIVA, registri storici di marca);
- possiede il Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica (CRS) rilasciato da ASI o da un registro affiliato;
- ha la dicitura "veicolo storico" annotata sulla carta di circolazione.
Un'auto semplicemente "vecchia" — magari immatricolata nel 1985 ma senza CRS — non è un veicolo storico ai sensi del DM 2009: è un'auto normale soggetta alle stesse regole di qualsiasi altra vettura, inclusa la revisione ordinaria ogni 2 anni.
| Categoria | Definizione normativa | Regime revisione |
|---|---|---|
| Auto storica (con CRS) | Art. 60 CdS + DM 17/12/2009 — iscritta a registro ufficiale | Biennale, controlli adattati DM 2009 Allegato 3 |
| Auto d'epoca (solo età, senza CRS) | Nessun regime speciale — vale la regola ordinaria | Biennale, controlli standard art. 80 CdS |
| Auto normale ≥4 anni | Art. 80 CdS | Biennale, controlli standard |
La revisione è obbligatoria anche per le auto storiche: il falso mito dell'esenzione
Circola online — e persino tra alcuni addetti ai lavori — l'idea che le auto storiche siano esenti dalla revisione periodica. È un falso mito che può costare una multa salata.
L'articolo 80 del Codice della Strada è inequivocabile: ogni veicolo che circola su strade pubbliche deve essere sottoposto a revisione periodica, indipendentemente dall'età o dal pregio collezionistico. Non esiste alcuna deroga generale per i veicoli storici.
Esiste però una forma di flessibilità: i veicoli storici utilizzati esclusivamente per eventi, raduni, mostre e manifestazioni autorizzate possono, in alcuni casi particolari disciplinati dai regolamenti federali ASI, non essere soggetti alla revisione se non circolano su strada pubblica in modo ordinario. Tuttavia, per la circolazione ordinaria su strada, l'obbligo rimane assoluto.
Cadenza e scadenze: ogni quanto va fatta la revisione
Per i veicoli storici iscritti a registro, il DM 17 dicembre 2009 conferma la cadenza biennale (ogni 2 anni), identica a quella prevista dall'art. 80 CdS per le autovetture normali.
| Tipo di veicolo storico | Prima revisione | Revisioni successive |
|---|---|---|
| Autovettura storica (con CRS) | 4 anni dall'immatricolazione originale | Ogni 2 anni |
| Motociclo / ciclomotore storico (con CRS) | Varia per categoria (come veicolo ordinario) | Ogni 2 anni |
| Auto d'epoca senza CRS | Regola ordinaria art. 80 CdS | Ogni 2 anni |
La scadenza si calcola come per qualsiasi altro veicolo: il timbro apposto sulla carta di circolazione indica il mese e anno di scadenza. Entro quella data occorre presentarsi per la revisione — non c'è nessun regime di "tolleranza" per i veicoli storici.
Controlli adattati: cosa verifica il tecnico su un'auto storica
Questa è la differenza concreta tra essere iscritti al registro storico e non esserlo: i controlli tecnici non sono gli stessi di un'auto moderna.
L'Allegato 3 del DM 17/12/2009 stabilisce che la revisione dei veicoli storici deve tener conto dell'anno di costruzione del veicolo e delle caratteristiche tecniche originali di omologazione. In pratica:
- Emissioni: non si applicano i limiti Euro 1, 2, 3 o successive; il veicolo viene valutato sulla base dei limiti previsti al momento dell'omologazione. Per i veicoli pre-Euro 0 (ante 1993) il test è visivo/olfattivo, non strumentale con analizzatore gas.
- OBD (On-Board Diagnostics): non richiesto. I veicoli privi di centralina elettronica non devono superare il test OBD.
- Freni: verificati secondo i valori di decelerazione dell'epoca di omologazione, non i valori moderni.
- Luci: ammessi i sistemi di illuminazione originali (es. luci a incandescenza o alogene d'epoca senza obbligo di conversione a LED).
- Rumorosità: valutata in base ai limiti di omologazione originali del veicolo.
- Documentazione: la carta di circolazione con annotazione "veicolo storico" e il CRS devono essere presenti al momento della revisione.
I controlli su freni, sterzo, sospensioni e pneumatici rimangono invece identici a quelli di qualsiasi veicolo: la sicurezza strutturale non ha deroghe.
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Il Certificato di Rilevanza Storica (CRS): come ottenerlo
Per accedere al regime di revisione speciale previsto dal DM 2009, il primo passo è ottenere il Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica (CRS). Senza questo documento, il veicolo viene trattato come qualsiasi altra auto e non beneficia dei controlli adattati.
Il CRS viene rilasciato da:
- ASI (Automotoclub Storico Italiano) — il principale ente riconosciuto in Italia, affiliato FIVA;
- Registri storici di marca riconosciuti da ASI (es. Registro Italiano Alfa Romeo, Registro Fiat Storico, ecc.);
- FIVA (Fédération Internationale des Véhicules Anciens) — tramite gli enti nazionali affiliati.
Procedura per ottenere il CRS:
Il Certificato di Rilevanza Storica (CRS): come ottenerlo
- Iscrizione a un club affiliato ASI — si trovano sul sito ufficiale asifed.it; la tessera annuale costa generalmente €40–€80.
- Perizia tecnica del veicolo — un perito o commissario tecnico ASI esamina il veicolo e verifica l'originalità (carrozzeria, motore, interni, documentazione storica).
- Invio documentazione ad ASI — libretto originale, fotografie, scheda tecnica, eventuale documentazione storica (fattura d'acquisto, libretti precedenti).
- Rilascio del CRS — il certificato viene emesso da ASI in circa 30–90 giorni lavorativi; il costo varia tra €70 e €150 a seconda del club e del tipo di veicolo.
- Annotazione sulla carta di circolazione — con il CRS in mano, si richiede alla Motorizzazione Civile l'aggiornamento della carta di circolazione con l'annotazione "veicolo storico".
Dove si effettua la revisione di un veicolo storico
Per i veicoli storici esistono opzioni più flessibili rispetto alle auto normali, grazie alla Circolare MIT n. 4862 del 2018:
- Motorizzazione Civile — sempre disponibile per tutti i veicoli storici, come per qualsiasi altro veicolo.
- Centri di revisione autorizzati (officine private delegate) — abilitati per la maggior parte dei veicoli storici.
- Qualsiasi officina autorizzata — per i veicoli costruiti prima del 1960, la Circolare MIT 4862/2018 ha esteso la possibilità di effettuare la revisione presso qualsiasi officina con abilitazione ex art. 80 c.8 CdS, riconoscendo la difficoltà logistica di raggiungere centri specializzati con veicoli così datati.
In tutti i casi, il tecnico che effettua la revisione deve essere informato della natura storica del veicolo e applicare i criteri dell'Allegato 3 DM 2009. È buona pratica portare una copia del CRS oltre alla carta di circolazione.
Costo della revisione per auto storiche nel 2026
Non esiste una tariffa separata per i veicoli storici: si applica la stessa tariffa ufficiale valida per le autovetture della categoria corrispondente. Dal 1° gennaio 2026, la tariffa ufficiale per la revisione di un'autovettura (categoria M1) è di €88,20, così composta:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Diritti di motorizzazione (MIT) | €45,00 |
| Tariffa centro revisioni / Motorizzazione | €43,20 |
| Totale | €88,20 |
Per i motocicli storici la tariffa è inferiore (generalmente €54,00–€65,00 a seconda della cilindrata), identica a quella applicata per le moto ordinarie.
Cosa succede se la revisione scade su un'auto storica
Nessuna tolleranza: le sanzioni per revisione scaduta si applicano identicamente ai veicoli storici come a qualsiasi altro veicolo. Circolare con revisione scaduta comporta:
- Sanzione amministrativa da €173 a €695 (art. 80 c.14 CdS);
- Ritiro della carta di circolazione da parte degli agenti accertatori;
- Fermo del veicolo se la revisione è scaduta da oltre 6 mesi (art. 80 c.15 CdS);
- Obbligo di effettuare la revisione prima di poter tornare a circolare.
La revisione scaduta su un veicolo storico presenta un ulteriore rischio: in caso di sinistro con colpa, la compagnia assicurativa potrebbe contestare la copertura o rivalersi sul proprietario, poiché la mancanza di revisione valida costituisce una violazione degli obblighi manutentivi previsti dal contratto.
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Domande frequenti sulla revisione auto storiche 2026
Le auto storiche sono esenti dalla revisione?
No. L'esenzione per i veicoli storici riguarda esclusivamente la tassa di possesso (bollo) e non la revisione periodica. L'art. 80 del Codice della Strada impone la revisione a tutti i veicoli che circolano su strada pubblica, compresi quelli storici. Circolare senza revisione valida comporta sanzioni da €173 a €695.
Ogni quanto si fa la revisione su un'auto storica?
Ogni 2 anni, come per qualsiasi autovettura. Il DM 17 dicembre 2009 non modifica la cadenza biennale, ma adatta i controlli tecnici all'anno di costruzione del veicolo. La prima revisione avviene 4 anni dopo l'immatricolazione originale.
Qual è la differenza tra auto storica e auto d'epoca?
Nel linguaggio comune si usano come sinonimi, ma normativamente sono diverse. Un'auto storica ai sensi del DM 17/12/2009 è iscritta a un registro ufficiale (ASI, FIVA, registro di marca) e possiede il CRS annotato sulla carta di circolazione. Un'auto d'epoca senza registrazione non ha regime speciale per la revisione.
Cosa controllano durante la revisione di un'auto storica?
Si controllano freni, sospensioni, pneumatici, sterzo, luci e struttura come per qualsiasi auto. La differenza è che per i pre-Euro 0 non si effettua il test emissioni con analizzatore gas e non è richiesto il test OBD, poiché l'Allegato 3 del DM 17/12/2009 adatta i criteri all'anno di costruzione e all'omologazione originale.
Serve il CRS per fare la revisione?
No, il CRS non è obbligatorio per effettuare la revisione — ma è obbligatorio per ottenere i controlli adattati. Senza CRS il veicolo viene trattato come auto ordinaria e sottoposto ai controlli standard, inclusi quelli sulle emissioni. Il CRS è necessario anche per annotare "veicolo storico" sulla carta di circolazione.
Dove si fa la revisione di un'auto storica?
Presso la Motorizzazione Civile o qualsiasi centro di revisione autorizzato. Per i veicoli costruiti prima del 1960, la Circolare MIT 4862/2018 permette di recarsi presso qualsiasi officina con delega ex art. 80 c.8 CdS, non necessariamente un centro revisioni specializzato.
Quanto costa la revisione di un'auto storica nel 2026?
La tariffa ufficiale è €88,20 per le autovetture (categoria M1), identica a quella delle auto normali. Per i motocicli la tariffa è inferiore. Non esistono tariffe speciali o ridotte per i veicoli storici.
Cosa succede se faccio la revisione senza il CRS?
La revisione è valida, ma il veicolo viene ispezionato con i criteri standard, non quelli adattati del DM 2009. Questo significa che potrebbero essere contestate caratteristiche tecnico-costruttive originali dell'epoca (come assenza di catalizzatore) che non sarebbero rilevanti per un veicolo con CRS. È preferibile ottenere il CRS prima di presentarsi alla revisione.
Il CRS sostituisce la revisione?
No. Il Certificato di Rilevanza Storica non ha alcuna funzione sostitutiva rispetto alla revisione periodica. È esclusivamente un documento di identificazione storica che attiva il regime di controlli adattati del DM 17/12/2009. La revisione rimane un obbligo autonomo e separato.
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Fonti ufficiali / Official sources: ACI — Art. 80 Codice della Strada (Revisioni) | ASI — Certificazione auto storiche
Articolo aggiornato a / Article updated: maggio 2026.Le tariffe e le procedure indicate fanno riferimento alla normativa vigente.Si consiglia di verificare eventuali aggiornamenti sul portale ufficiale.
